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Monday, April 30, 2012

Televoto

Il televoto in politica
  • The Highland Council Election will be held on Thursday 3 May 2012 to elect the 80 councillors who will serve on the Council's 22 multi-member wards. (Local election fever grips the UK … er, really? The Guardian)
  • OD2010, the fourth International Conference on Online Deliberation, held in Leeds in June 2010 (Proceedings available in Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 licence)
  • Nel 2003 l'OECD (Organizzazione per la collaborazione economica e lo sviluppo) ha pubblicato lo studio "Promise and Problems of E-Democracy: Challenges of Online Citizen Engagement" in cui vengono descritte le tante sperimentazioni svolte nei paesi membri non solo in ambito di televoto ma anche di coinvolgimento dei cittadini nella definizione delle politiche. Lo studio individua con precisione 10 caratteristiche necessarie perché il processo online abbia successo (fra questi anche il fatto che non sia solamente un processo online, e che sia evidente il commitment che coinvolga il più alto livello dei decisori politici).
  • L'immancabile pagina di Wikipedia sul voto elettronico
  • How e-voting works presenta una dettagliata analisi dei sistemi di voto elettronici e a distanza usati negli Stati Uniti. In fondo all'articolo sono disponibili link per approfondimenti e una buona bibliografia.
 Il televoto informale: semplici strumenti in Internet
  • Doodle offre un sistema per raccogliere velocemente opinioni su una serie di alternative, senza bisogno di identificazione per i votanti. Nella modalità "sondaggio" infatti ogni votante potrebbe in teoria partecipare con più di un voto, quindi si può usare per veloci consultazioni informali e a voto palese, dove la fiducia fra i partecipanti è massima: ogni votante è noto agli altri e deve indicare il proprio nome a fianco della scelta fatta. Per votare è disponibile una pagina internet raggiungibile tramite un link generato unicamente per tale votazione e non conoscibile a nessuno se non per diretta comunicazione da parte di altri votanti
  • Wikipedia prevede il ricorso alla votazione in un sondaggio cui possono prendere parte tutti gli interessati, qualora si verificassero controversie che non riescono ad essere risolte con la discussione. Secondo il meccanismo di Wikipedia, il voto viene espresso a parole, firmandosi con il proprio nome utente (nel caso di dubbi sull'appartenenza di più utenze alla stessa persona è possibile avviare una procedura di verifica sui dati del traffico di rete).
  • I gruppi di Yahoo hanno un modulo per il televoto che permette a ogni iscritto al gruppo (corrispondente ad un indirizzo email) di esprimere un voto in un sondaggio

Cosa richiede la democrazia elettronica?

Oggi comincio la mia ricerca, partendo da una conoscenza quasi nulla, per cercare di comprendere quali strumenti sono già disponibili per construire una micro esperienza di democrazia elettronica (il termine anglosassone che la definisce a livello intervazionale viene anche scritto come e-democracy edemocracy, Edemocracy, eDemocracy, etc. Qui scelgo di utilizzare estesamente e-democracy e brevemente eDem).

Questa ricerca dovrà individuare non solo gli strumenti informatici, ma anche identificare quali modelli organizzativi possono essere adottati, quali sono i vincoli e gli ostacoli per realizzare un prototipo funzionante di partecipazione democratica tramite le tecnologie.

Le assunzioni che faccio in questa prima fase sono basate sul senso comune e su qualche superficiale lettura, e per ora individuano alcune funzioni fondamentali che saranno in seguito indagate in dettaglio: per ora le elenco confusamente, si tratterà poi di riordinarle chiarendo chi sono i soggetti coinvolti in ciascuna di queste funzioni e come sono coinvolti.
  • FUNZIONE DI INFORMAZIONE (ad accesso anonimo)
    • pubblicare informazioni di base complete sull'agenda attuale
    • funzioni di riorganizzazione personale e di gruppo delle informazioni di base (con criteri espliciti)
    • possibilità di commento sulle informazioni
    • possibilità di commento sulle interpretazioni
  • FUNZIONE DI COMUNICAZIONE VERSO L'ESTERNO (ad accesso anonimo)
    • segnalazione di novità ed eventi verso singoli e gruppi aggregati
    • integrazione con strumenti di social networking
    • forum e chat generalisti e specialisti
  • FUNZIONE DI DISCUSSIONE INTERNA (ad accesso personale)
    • uno spazio comune per esercitare la discussione (forum e chat generalisti e specialisti)
    • uno spazio comune per documentare la discussione
    • regole condivise per la discussione
    • degli strumenti per far valere le regole
  • FUNZIONE DI ANALISI QUALITATIVA E DI VOTO (ad accesso personale)
    • strumenti di verifica del consenso attorno a una o più proposte (indagini quantitative, focus group, incontri pubblici, forum, panel, ecc.;)
    • strumenti di voto compresa la delega del voto
  • FUNZIONE DI AUTONOMIA (ad accesso personale)
    • possibilità per i gruppi di gestire direttamente servizi nello spazio pubblico
  • FUNZIONE DI CONTROLLO (ad accesso anonimo)
    • rispetto all'amministrazione della cosa pubblica è necessario fornire agli interessati tutti gli strumenti per la verifica dell'operato dei rappresentanti e dei loro delegati.
  • FUNZIONE DI PROGETTO (ad accesso personale)
    • possibilità di collaborare alla definizione degli obiettivi, delle politiche e alla loro implementazione e controllo tramite progetti e verifiche progressive.
  • FUNZIONE DI RICERCA (ad accesso anonimo)
    • La natura complessa della pubblica amministrazione richiede la possibilità di utilizzare strumenti di indagine completi, per poter procedere ad un'analisi completa per la risoluzione dei problemi, che sia portata avanti dall'intera comunità dei rappresentanti e dei rappresentati.
Una delle ipotesi di base a sostegno di una democrazia diretta è quella che
"una razionale attività di decisione possa essere condotta su base non professionistica, purché si distingua tra la competenza degli esperti … e il buon senso necessario per assumere una scelta politica tra le alternative prospettate" (Mogens Herman Hansen)
nell'ottica che una riduzione dei livelli di intermediazione porti ad un miglioramento non solo dell'efficienza del sistema (rapporto costi/benefici) ma anche ad un miglioramento della qualità e in particolare della qualità della relazione fra cittadino e governo. Come tutte le ipotesi fondamentali, deve essere costantemente sottoposta a verifica perché si regga tutto il resto.

Una delle principali critiche alla "democrazia continua" invece prevede che l'uso continuo al sondaggio in tempo reale configuri il rischio di trasformare la democrazia, luogo della responsabilità civile, in una sondaggiocrazia, dove tutta la responsabilità delle scelte viene attribuita alla "maggioranza" di volta in volta espressa. In tale situazione sparirebbe lo spazio pubblico per il confronto e la composizione delle divergenze, alla ricerca di soluzioni condivise dalla maggior parte dei gruppi in cui si autoorganizza la società. E scomparirebbe la possibilità di affrontare i problemi complessi senza banalizzarli.

Per cercare cosa è stato fatto fino ad oggi, un punto di partenza abbastanza aggiornato è la pagina di Wikipedia dedicata all'E-democracy, in inglese. Non è una scelta scontata: è una pagina ricca di dettagli che può risultare di difficile lettura: in realtà avrei potuto partire da un'infografica, che oggi fa molto chic e richiede uno sforzo intellettuale minimo.Possiamo trovarvi una prima raccolta di strumenti utilizzati a supporto di processi di "ingegnerizzazione dei processi democratici": l'attenzione è necessariamente focalizzata sulle esperienze nei paesi anglosassoni, che sono comunque quelli più attivi nel portare avanti sperimentazioni di democrazia mediata dall'informatica.

I temi maggiormente recentemente seguiti dall'informazione giornalistica sono stati:
  • Internet a sostegno delle campagne elettorali
  • Internet per la raccolta di fondi e l'organizzazione in caso di catastrofi
  • Open Data
  • Voto elettronico
  • I social media nella Primavera araba
Come si può notare, sono argomenti che sfiorano di lato i temi centrali della democrazia elettronica, che riguardano soprattutto la partecipazione nell'azione di definizione delle politiche e nell'azione di governo, ma che sono anche sintomo che gli strumenti informatici sono utilizzati al momento più come strumento di piatta distribuzione e raccolta di informazioni che per la discussione e la comunicazione a due vie fra governo e cittadini.